Come definiresti Sergio Mori 2012? Stimolato ed irriverente.
Quando hai sentito per la prima volta l’urgenza di diventare designer? Da piccolo, facendo pipi sul muro. Irriverente, anche allora.
Durante il processo creativo di un nuovo oggetto di design, come trovi la tua ispirazione, quali sono le tua fonti, i tuoi riferimenti? Le risposte sono già intorno. A noi saperle osservare. Il cinema, un ottimo strumento. Il colpo d’occhio, l’intuito e l’istinto buoni alleati.
E nel caso specifico di ME Scooter Elettrico? Il risultato di un sogno dove inconsciamente ho mescolato: Boccaccio 70, Brazil, Herbie il maggiolino tutto matto e forse molto altro ancora.
Il gruppo di lavoro al quale ho partecipato aveva in mente di fare un oggetto estetico/funzionale, innovativo, etico, industriale e personale. Ho tradotto questi concetti nelle linee del ME. L’innovazione più importante è la scelta di un materiale alternativo come l’SMC – Sheet Moulding Compound, riciclabile e leggero per aumentare le prestazioni del mezzo. Etica è la scelta di usarlo, perché elettrico. Industriale, perché vogliamo dare una risposta a un’esigenza che sarà sempre più diffusa, quella di muoversi con semplicità ovunque. Personale perché è fatto per lasciare molta libertà all’utilizzatore finale nel personalizzare dettagli e colori.
Che iter progettuale segui di solito? Alla base sempre e comunque ricerche storiche, analisi dell’esistente e molto studio dei comportamenti, usi e costumi del contemporaneo, le persone.
Una delle sfide di maggiore attualità per un progettista è quella della compatibilità ecologica. Niente è mai sufficientemente considerato, “ci si prova”, si dice sempre. Le difficoltà? Un ottimo incentivo.
Qual è la funzione del design oggi, secondo te? Pensiero etico e azione, fatti.







